Ciao,
quando stavo in Giappone mi colpiva una cosa ogni giorno: anche l'oggetto più banale era pensato con una cura quasi esagerata. Prendi l'onigiri del konbini, la polpetta di riso da poco più di un euro. L'involucro ha le linguette numerate: tiri la 1, poi la 2, poi la 3, e l'alga resta croccante e intera. Nessuno te lo spiega. Funziona e basta.
Con i libri è uguale. Il lettore non si accorge dell'impaginazione quando è fatta bene. Se ne accorge subito quando è fatta male, di solito a pagina tre, e lì smette di fidarsi.